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Una Chiesa universale

Mese missionario:
Per una Chiesa che garantisce legami

Dal Nicaragua, paese ospite dell’Ottobre missionario, desidero presentarvi una situazione particolare, quella della Costa atlantica. Lo stato, a motivo della lontananza di certi villaggi, non riesce ad assicurare i servizi pubblici come scuola e sanità. «In simili situazioni, la Chiesa non può accontentarsi della sola assistenza spirituale», dice mons. Pablo Schmitz, vescovo di Bluefields. Attualmente il suo vicariato apostolico si occupa di una rete di 380 scuole, nelle quali 630 insegnanti istruiscono 18.000 allievi.

In occasione della mia visita in Nicaragua a settembre dello scorso anno, ho compreso una volta di più l’importanza dei contributi concessi da Missio ai vescovi e ai vicariati «missionari». Essi permettono, tra l’altro, di poter garantire quei servizi disattesi dallo stato. Senza un considerevole aiuto dall’esterno è impossibile per mons. Pablo realizzare un piano pastorale che non si limita al culto ma comprende l’educazione e la sanità.

A nome di questa Chiesa raggiante di speranza, mi permetto lanciare un grido di appello. I bambini, i giovani e i malati di queste regioni lasciate senza assistenza, contano molto sulla vostra generosità.

Fra’ Bernard Maillard OFMcap,
direttore

P.S.: Dopo Haïti, il Nicaragua è il paese più povero dell’America centrale. Il salario medio annuale è circa73 volte più basso che da noi. La vostra offerta è certezza di aiuto!

Il piano pastorale del vescovo di Bluefields riguarda anche l'ambito sanitario. Dice mons. Pablo Schmitz: «noi ci assumiamo, per esempio, la formazione delle ostetriche che non solo devono essere ben qualificate dal punto di vista medico. Trasmettiamo loro anche valori cristiani, come il rispetto della vita dal concepimento alla morte».

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